IN LIBRERIA

In questa pagina inseriamo le presentazioni o le recensioni di volumi scritti dai giornalisti polesani.

PEZZOLI 2000 di Paolo Biscaro

 «Pezzoli è lo slancio prepotente della passione civile un’urgenza quasi
viscerale di democrazia, di giustizia, di tutela dei diritti». È una delle
definizioni, una delle tante, dalle quali è difficile scegliere quale
pescare, nel risvolto di copertina (tratto da un articolo di Legambiente)
che accompagna l’opera fatta da Paolo Biscaro nel racchiudere alcuni
momenti, tra i più significativi, di un anno qualunque dell’attività lunga e
frenetica della parrocchia della frazione di Ceregnano, nella quale don
Giuliano Zattarin ha continuato l’opera che aveva avviato dapprima in parte
a Badia, poi intensamente a Sariano.
Biscaro, che segue quasi costantemente i dibattiti e gli appuntamenti che si
alternano tra il Teatro 99 e il "tenda" estivo, ha fissato in una sorta di
diario l’impegno della parrocchia tra il 2001 e il 2002, dando alle stampe,
per i tipi di Apogeo, "Pezzoli 2000 - Ribelli, sognatori e fuggitivi al
Teatro 99", con prefazione di Gian Antonio Cibotto. Riunire in un libro di
99 pagine tutto ciò che è accaduto sarebbe impresa impossibile, così Biscaro
ha isolato alcuni istanti del 2001 di particolare rilievo e dato maggiore
risalto, seppure in una obbligata sintesi, a un passato più vicino, quello
del 2002, sempre con l’obiettivo di «restituire un clima di febbrile ed
entusiastico attivismo culturale, organizzativo, solidaristico e civile che
si respira a Pezzoli». Il tutto muovendosi tra appunti di ricordo di tanti
che sono passati sul palco, ad approfondimenti su alcune serate ancora più
speciali del solito, come quella con Gino Strada, per esempio.
Nel diario di Biscaro si trovano così raccontati momenti come i viaggi nei
paesi di don Giuseppe Dossetti, don Lorenzo Milani, padre David Maria
Turoldo, don Primo Mazzolari e papa Giovanni XXIII. Oppure le presenze di
cabarettisti sul palco del teatro, da Natalino Balasso a Max Pisu e altri,
palco dove spesso arriva anche Marco Paolini. Poi confronti di alta
filosofia con Gianni Vattimo e padre Aldo Bergamaschi, o le poesie di Mario
Luzi, le ricerche dell’inviato del Corriere della Sera Gian Antonio Stella,
i concerti con Luca Simoncini o Michele Fedrigotti. Ancora i racconti di
Domenico Starnone, come le cronache giudiziarie di Marco Travaglio, le
riflessioni sulla giustizia con magistrati come Giancarlo Caselli,
Piercamillo Davigo, Antonino Di Matteo e molti altri, e la libertà di
informazione con Sandro Ruotolo, la voglia di pace di monsignor Luigi
Bettazzi e di Gino Strada... L’elenco potrebbe essere ancora lunghissimo.
Perché Pezzoli, appunto, è «un rifugio per viandanti sempre alla ricerca di
qualcosa».

 

MIO PADRE PRIMO CARNERA di Fantuz e Malfatto
 
E' in libreria il volume "Mio padre Primo Carnera" di
Giuliana V. Fantuz, giornalista e scrittrice, e di Ivan Malfatto, redattore
del Gazzettino di Padova e collaboratore de La Gazzetta dello Sport. Vi ha
collaborato, fornendo il materiale fotografico, le raccolte storiografiche
ed epistolari, anche Gino Argentin, uno dei massimi collezionisti di
testimonianze sulla vita e le vicende sportive e umane del "gigante di
Sequals".
Il libro è pubblicato per i tipi della Sep Editrice all'interno della
collana "La storia dello sport" curata da Pier Bergonzi, nota firma de "la
rosea". Raccoglie, in una veste grafica di ottima
fattura, una corposa serie di testimonianze fotografiche, rigorosamente in
un bianco e nero, colore di fondo di un'epoca, di rara efficacia nel
trasmettere sensazioni e atmosfere intorno allo spirito del personaggio.
Filo conduttore sono i ricordi dei due figli Umberto e Giovanna Maria che
rimandano, come meglio non si potrebbe, l'immagine vera del pugile friulano,
primo italiano a conquistare la corona mondiale del pesi massimi. Ne
scaturisce una raccolta particolarmente esaustiva dell'epopea del pugile che
delinea la sua carriera sportiva ma soprattutto l'uomo Carnera, padre
amorevole, italiano umile e fiero delle sue radici. Un attaccamento che lo
portò, ormai malato, a voler tornare a morire nel suo paese d'origine.
Il libro, da annoverarsi tra le opere non marginali per comprendere alcuni
aspetti sociali legati allo sport nella prima metà del Novecento, possiede
anche un altro pregio. Ci restituisce la figura di Carnera più
autenticamente vicina alla gente, di cui è parte fondante la sua innata
umanità. Un ritratto intimo e pressoché inedito del campione fuori dal
caleidoscopico alone di successo e fama dei ring d'Oltreoceano o dei set
cinematografici di Hollywood, lontana anche anni luce dall'enfasi
"spaccamondistica" in cui lo avvolse la propaganda del regime dell'epoca,
che lo prese a esempio della gagliardìa fisica - tutta da dimostrare - di un
intero popolo.
Franco Pavan

 

FUORI MERCATO di Giuliano Ramazzina

 Le leggi economiche ed esistenziali di "Padana City", la città
immaginaria che racchiude gli aspetti incombenti e fragili del Nordest
in cui "morti i partiti e le parrocchie comandano le famiglie", sono
il bersaglio di FUORI MERCATO (Ed.Spazio libri), il pamphlet di
Giuliano Ramazzina, giornalista de Il Resto del Carlino.
Ambientazione del pamphlet, Padana City, luogo della conservazione
imprenditoriale statica e, appunto, fuori mercato.
L'imprenditore di Padana City; scrive Ramazzina; è fatalmente fuori
mercato. Non importa se conosce l'e-commerce o se ha fatto un master
sulla delocalizzazione, è la sua mentalità provinciale, un localismo
genetico, che lo frega. La vis polemica dell'autore si traduce in un
intervento civile e accorato, anche coraggioso, sulla mafia delle
famiglie, le famiglie ragno, ragnatele non più produttive.